di Davide Camera

Un passaggio importante della nostra radiofonia nazionale, che non ebbe mai un vero e proprio grande successo, ma una diffusione circoscritta ad un numero comunque non esiguo di fruitori, si chiama Filodiffusione. Fu un primo tentativo, attraverso la linea telefonica ma dei filtri particolari, di diffondere la musica di qualità e anche i 3 canali radio della Rai, senza interferenze e con un suono che era quello dell’alta fedeltà e addirittura della stereofonia utilizzando due diversi canali insieme, oltre a mettere in atto una prima, autentica, automazione radiofonica, molto prima dei software da broadcasting che iniziarono ad apparire nei primissimi anni Ottanta, con aziende come Cepar e AZ. Erano gli ingegneri della Rai di Torino a sperimentare, produrre, costruire. Altro pregio, quello di sperimentare (insieme con il terzo canale radiofonico), la messa in onda anche in modulazione di frequenza su canali dedicati in FM a Roma, Milano, Napoli e Torino. La Filodiffusione si avvaleva per la classica di consulenti musicali che erano maestri diplomati al conservatorio, e per la musica leggera di selezionatori molto competenti. Inizialmente il quarto canale trasmetteva musica classica e il quinto invece musica leggera, poi furono invertiti per ragioni essenzialmente tecniche, e credo, ma non sono competentissimo, anche legate alla stereofonia per la classica. Alla produzione contribuivano diverse sedi regionali: Roma, Milano, Torino, Napoli addirittura in diretta in un determinato periodo storico, Venezia, e infatti si sentiva in certi programmi la voce della “nostra” Maria Maschietto annunciare i brani. L’evoluzione tecnologica anche nell’uso della banda telefonica per internet, sancì la fine della Filodiffusione ai tempi dell’ADSL, perché a quanto so, un utilizzo escludeva l’altro. L’idea di fondo è rimasta, usando il DAB e lo streaming, e rendendo quei canali davvero per tutti. Ma il mito della Filodiffusione era già praticamente finito negli anni Ottanta. E pensare che la Corrida radiofonica di Corrado, spesso metteva in palio come secondo premio (il primo erano 200 mila lire in gettoni d’oro) proprio un impianto di filodiffusione, alternato a un altro premio ambito, dato che arrivava dalla Rai e doveva essere qualcosa di eccelso, e cioè a scelta un apparecchio radio o un giradischi. Forse alla Corrida era meglio arrivare…secondi?